29 Giugno 2026 · Brixia Sustainability
SFDR: l’Europa cambia le regole della finanza sostenibile
La revisione della SFDR punta a rendere la finanza sostenibile più chiara e trasparente, introducendo tre nuove categorie di prodotti e semplificando gli obblighi informativi per gli operatori. L'obiettivo è aiutare gli investitori a confrontare più facilmente gli investimenti sostenibili e ridurre il rischio di greenwashing. La riforma è ancora in fase di negoziazione tra le istituzioni europee e non è ancora entrata in vigore.
La finanza sostenibile è uno dei principali strumenti con cui l'Unione europea intende sostenere la transizione verso un'economia più resiliente, competitiva e a basse emissioni. Per raggiungere questo obiettivo, però, non basta che esistano prodotti di investimento "sostenibili": è fondamentale che gli investitori possano comprenderli facilmente e confrontarli tra loro.
È proprio con questa finalità che il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la propria posizione negoziale sulla revisione della SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation), il regolamento che disciplina la trasparenza delle informazioni ESG nel settore finanziario. Non si tratta ancora del testo definitivo della riforma, ma di un passaggio importante che apre i negoziati con il Parlamento europeo prima dell'approvazione finale.
Cos'è la SFDR e perché è stata introdotta
La SFDR è entrata in vigore nel 2021 con un obiettivo molto chiaro: aumentare la trasparenza nel mercato della finanza sostenibile.
Il regolamento impone a banche, società di gestione del risparmio, assicurazioni e altri operatori finanziari di spiegare in modo trasparente come integrano i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle proprie decisioni di investimento e nei prodotti che offrono ai clienti.
L'intento è duplice:
- • aiutare gli investitori a compiere scelte più consapevoli;
- • contrastare il fenomeno del greenwashing, cioè la presentazione di prodotti come sostenibili senza che lo siano realmente.
Negli anni di applicazione, tuttavia, sono emerse alcune criticità. In particolare, la classificazione dei prodotti prevista dagli articoli 6, 8 e 9 della SFDR è stata spesso interpretata dal mercato come un vero e proprio sistema di "etichette", pur non essendo stata concepita con questo scopo. Questo ha generato confusione tra gli investitori e difficoltà di confronto tra prodotti apparentemente simili.
Perché l'Europa ha deciso di rivedere la normativa
La Commissione europea ha avviato una revisione del regolamento dopo aver raccolto le osservazioni di operatori, autorità di vigilanza e investitori.
L'obiettivo della riforma è trovare un equilibrio tra due esigenze:
- • semplificare gli obblighi informativi per gli operatori finanziari;
- • rendere le informazioni sulla sostenibilità più comprensibili, confrontabili e realmente utili per chi investe.
Secondo il Consiglio dell'Unione europea, una maggiore chiarezza potrà anche favorire un utilizzo più efficace dei capitali privati a sostegno della competitività europea e della transizione ecologica.
Le tre nuove categorie di prodotti finanziari
La novità più evidente della proposta riguarda il superamento dell'attuale riferimento agli articoli 6, 8 e 9.
Al loro posto verrebbero introdotte tre categorie ufficiali di prodotti finanziari.
- ✔️ Sustainable
Questa categoria comprenderà i prodotti che investono prevalentemente in attività economiche, imprese o progetti già pienamente allineati a elevati standard di sostenibilità.
Si tratta, in sostanza, degli investimenti che presentano caratteristiche di sostenibilità già consolidate.
- ✔️ Transition
Questa categoria è destinata agli investimenti rivolti ad aziende o attività che stanno affrontando un percorso credibile di transizione verso modelli di business più sostenibili.
L'obiettivo è riconoscere il ruolo strategico delle imprese che, pur non essendo ancora pienamente sostenibili, stanno investendo concretamente per ridurre il proprio impatto ambientale.
- ✔️ ESG Basics
La terza categoria comprenderà invece i prodotti che integrano criteri ESG nei propri processi decisionali ma che non possiedono i requisiti necessari per essere classificati come "Sustainable" o "Transition".
Questa distinzione dovrebbe rendere più semplice comprendere il reale livello di sostenibilità di ciascun prodotto.
Informazioni più confrontabili
La proposta del Consiglio introduce anche criteri più rigorosi per migliorare la confrontabilità tra i prodotti finanziari.
In particolare, quando un operatore decide di comunicare i Principal Adverse Impacts (PAI), cioè i principali impatti negativi degli investimenti sui fattori di sostenibilità, dovrà utilizzare almeno tre indicatori standardizzati che saranno definiti dalla Commissione europea.
L'obiettivo è ridurre la discrezionalità nelle comunicazioni ESG e permettere agli investitori di confrontare prodotti diversi utilizzando informazioni omogenee.
La questione delle aziende del settore fossile
Uno degli aspetti più discussi della proposta riguarda la categoria "Transition".
Secondo la posizione del Consiglio, potranno rientrare in questa categoria anche investimenti in imprese attive nel settore dei combustibili fossili, a condizione che:
- • almeno il 20% delle spese in conto capitale sia destinato ad attività allineate alla Tassonomia europea;
- • l'impresa disponga di una strategia credibile e temporalmente definita per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
Per questi investimenti sarà inoltre richiesto un indicatore aggiuntivo relativo agli impatti negativi sulla sostenibilità.
Questa apertura ha già alimentato il dibattito pubblico. Alcune organizzazioni ambientaliste ritengono infatti che possa aumentare il rischio di greenwashing, mentre il Consiglio sostiene che riconoscere e sostenere percorsi di transizione credibili sia essenziale per accelerare la decarbonizzazione dell'economia europea.
Meno oneri amministrativi
Tra le misure di semplificazione proposte figura anche la possibilità di escludere alcuni fondi destinati esclusivamente a investitori professionali dall'applicazione delle nuove categorie di classificazione.
L'idea è che gli investitori istituzionali dispongano già delle competenze necessarie per valutare autonomamente le caratteristiche dei prodotti finanziari, senza richiedere lo stesso livello di informativa previsto per gli investitori retail.
I prossimi step
È importante ricordare che la revisione della SFDR non è ancora definitiva.
La posizione approvata dal Consiglio rappresenta infatti il mandato negoziale degli Stati membri. Il testo dovrà ora essere discusso con il Parlamento europeo nell'ambito del cosiddetto trilogo, insieme alla Commissione europea.
Solo al termine di questo processo sarà approvata la versione definitiva del regolamento.
Conclusioni
Anche se la SFDR riguarda principalmente il settore finanziario, le sue conseguenze interessano indirettamente anche le imprese.
Una maggiore qualità e comparabilità delle informazioni ESG richieste dagli investitori significa infatti una crescente attenzione verso dati affidabili, strategie di sostenibilità credibili e percorsi di miglioramento misurabili.
Per le aziende che stanno investendo nella sostenibilità, questo rappresenta un'ulteriore conferma di una tendenza ormai consolidata: la trasparenza è un elemento sempre più rilevante nelle relazioni con banche, investitori e mercato.
Fonti principali
- 🌐 Consiglio dell'Unione europea – Posizione negoziale sulla revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), giugno 2026.
- 🌐 Commissione europea – Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR).
- 🌐 Regolamento (UE) 2019/2088 relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari.

