27 Luglio 2026 · Brixia Sustainability

Passaporto Digitale del Prodotto: cos’è, a cosa serve e quali imprese saranno coinvolte

Il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP) sarà uno degli strumenti chiave dell'Unione Europea per migliorare la tracciabilità, la trasparenza e la circolarità dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita. Con l'attivazione del Registro europeo, la Commissione ha avviato l'infrastruttura tecnica che renderà possibile il funzionamento del sistema, mentre gli obblighi saranno introdotti gradualmente per specifiche categorie di prodotti.

Ogni prodotto racconta una storia. Da dove provengono le materie prime? Come è stato realizzato? Può essere riparato? È riciclabile? Fino a oggi molte di queste informazioni sono rimaste distribuite tra documenti tecnici, certificazioni e sistemi aziendali, spesso difficili da consultare. L'Unione Europea sta lavorando per cambiare questo scenario attraverso il Passaporto Digitale del Prodotto (Digital Product Passport - DPP), uno strumento destinato a rendere queste informazioni facilmente accessibili e a favorire un'economia sempre più trasparente e circolare.

Nelle scorse settimane la Commissione europea ha compiuto un ulteriore passo avanti annunciando l'avvio del Registro europeo del Passaporto Digitale del Prodotto, l'infrastruttura che consentirà al sistema di funzionare in modo coordinato in tutti gli Stati membri.

 

Che cos'è il Passaporto Digitale del Prodotto?

Il Passaporto Digitale del Prodotto è una sorta di carta d'identità digitale che accompagnerà un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.

Attraverso un QR Code o un altro identificativo digitale, sarà possibile consultare informazioni utili come:

  • • materiali utilizzati;
  • • origine dei componenti;
  • • contenuto di materiale riciclato;
  • • possibilità di riparazione;
  • • modalità di manutenzione;
  • • riciclabilità e gestione del fine vita;
  • • informazioni sulla conformità alle normative europee.

L'obiettivo è rendere i prodotti più trasparenti, facilitando il lavoro delle autorità di controllo ma anche aiutando imprese, distributori e consumatori a compiere scelte più consapevoli.

 

Il nuovo registro europeo: cosa cambia?

La novità annunciata dalla Commissione europea riguarda l'attivazione del Registro del Passaporto Digitale del Prodotto.

È importante chiarire un aspetto: il Registro non conterrà tutte le informazioni dei prodotti.

La sua funzione sarà quella di fungere da "indice" europeo, permettendo di individuare il Passaporto Digitale associato a ciascun prodotto e il luogo in cui sono conservati i relativi dati.

In altre parole, rappresenta l'infrastruttura tecnica che consentirà al sistema di funzionare in modo uniforme in tutti gli Stati membri.

Per le imprese non nasce ancora un nuovo obbligo operativo immediato, ma questo passaggio dimostra che il progetto sta entrando nella fase di implementazione concreta.

 

Quali prodotti saranno interessati?

Una delle domande più frequenti riguarda proprio le categorie di prodotti coinvolte.

Il Regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) non impone il Passaporto Digitale a tutti i prodotti contemporaneamente.

La Commissione europea introdurrà gli obblighi in maniera graduale attraverso specifici atti delegati, che definiranno i requisiti per ciascuna categoria merceologica.

Nel primo Piano di lavoro ESPR 2025-2030 sono state individuate alcune categorie prioritarie:

  • • tessili (compresi materassi) e abbigliamento;
  • • mobili;
  • • pneumatici;
  • • ferro e acciaio;
  • • alluminio.

Accanto a queste, la Commissione ha previsto anche alcuni requisiti trasversali che interesseranno in futuro diversi prodotti elettrici ed elettronici, con particolare attenzione a temi come la riparabilità e il contenuto di materiale riciclato.

 

E le batterie?

Le batterie rappresentano un caso particolare.

Per questo settore non si applica direttamente l'ESPR, ma il Regolamento europeo sulle batterie (UE 2023/1542), che introduce un Battery Passport dedicato.

Dal 18 febbraio 2027, le batterie industriali di maggiore capacità e quelle destinate ai veicoli elettrici dovranno essere accompagnate da un passaporto digitale contenente informazioni sulla composizione, sulle prestazioni e sulla sostenibilità del prodotto.

 

Perché il DPP è importante anche per le PMI?

Molte piccole e medie imprese potrebbero pensare che il Passaporto Digitale riguardi soltanto le grandi multinazionali.

In realtà, anche se gli obblighi saranno introdotti gradualmente, il DPP coinvolgerà l'intera filiera.

Un produttore potrà infatti dover raccogliere informazioni dai propri fornitori per compilare il Passaporto del prodotto finale. Di conseguenza, anche aziende che non saranno direttamente soggette agli obblighi potrebbero essere chiamate a fornire dati sempre più dettagliati sulla provenienza dei materiali, sui processi produttivi e sulle caratteristiche ambientali dei propri prodotti.

 

Come prepararsi

Il Passaporto Digitale del Prodotto non consiste semplicemente nell'aggiungere un QR Code sull'etichetta.

La vera sfida sarà organizzare e gestire dati affidabili lungo tutta la catena di fornitura.

Per questo motivo le imprese possono iniziare fin da ora a lavorare su alcuni aspetti fondamentali:

  • • migliorare la raccolta delle informazioni sui prodotti;
  • • aumentare la tracciabilità dei materiali;
  • • coinvolgere i fornitori nella condivisione dei dati;
  • • verificare la disponibilità delle informazioni richieste dalle future normative.

Chi inizierà questo percorso in anticipo sarà probabilmente più preparato quando gli obblighi diventeranno effettivamente operativi.

 

Conclusioni

Il Passaporto Digitale del Prodotto rappresenta uno dei cambiamenti più significativi introdotti dall'Unione Europea nell'ambito dell'economia circolare.

Oggi non siamo ancora nella fase in cui tutte le imprese devono predisporre un Passaporto Digitale, ma siamo entrati in quella in cui l'infrastruttura europea sta prendendo forma e le prime categorie di prodotti sono già state individuate.

Per molte aziende sarà un'evoluzione importante: la sostenibilità non verrà valutata soltanto a livello aziendale, ma anche attraverso le informazioni che accompagneranno ogni singolo prodotto lungo il suo intero ciclo di vita.

 

Fonti principali

  • 🌐 Commissione europea – Implementing the Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR).
  • 🌐 Commissione europea – ESPR Working Plan 2025-2030 (16 aprile 2025).
  • 🌐 ESG News Italia – DPP: l'Europa lancia il Registro del Passaporto Digitale del Prodotto.
  • 🌐 Regolamento (UE) 2024/1781 sull'Ecodesign per prodotti sostenibili (ESPR).
  • 🌐Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie.

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