24 Agosto 2026 · Brixia Sustainability
Post-vacation blues: il rientro dalle ferie può diventare un tema di sostenibilità aziendale?
Il rientro dalle ferie può incidere su benessere, motivazione e capacità di concentrazione dei lavoratori. Il post-vacation blues offre alle aziende uno spunto per riflettere su carichi di lavoro, flessibilità, tempi di recupero ed equilibrio vita-lavoro. Un’organizzazione attenta al rientro contribuisce a rendere più concreta la dimensione sociale della sostenibilità aziendale.
Il computer si riaccende, la casella e-mail è piena, l’agenda ricomincia a riempirsi e in poche ore il ritmo delle vacanze sembra già lontanissimo. Per molte persone il rientro al lavoro dopo un periodo di ferie porta con sé stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e un generale calo della motivazione.
È quello che viene comunemente definito post-vacation blues, o sindrome da rientro: una condizione temporanea legata al passaggio dai ritmi più distesi delle vacanze alla quotidianità e alle responsabilità lavorative.
Il fenomeno viene generalmente descritto come una risposta psicofisica al cambiamento improvviso delle abitudini. Humanitas Medical Care indica tra le manifestazioni più comuni malinconia, ansia, irritabilità, apatia, difficoltà di concentrazione, stanchezza e alterazioni del sonno.
Ma osservare il post-vacation blues esclusivamente dal punto di vista individuale rischia di lasciare fuori una parte interessante della questione.
Come si rientra al lavoro dipende infatti anche dal lavoro nel quale si rientra.
Le vacanze fanno bene. Ma cosa succede quando si torna al lavoro?
Il rapporto tra ferie e benessere dei lavoratori è stato oggetto di numerosi studi.
Una meta-analisi pubblicata nel 2009 sul Journal of Occupational Health aveva rilevato un miglioramento della salute e del benessere durante le vacanze, evidenziando però come parte di questi benefici tendesse a ridursi rapidamente dopo il ritorno al lavoro.
Uno studio successivo, condotto su 96 lavoratori e pubblicato su Work & Stress, aveva osservato miglioramenti relativi a salute percepita, umore, tensione, energia e soddisfazione durante le ferie, con un ritorno generalmente ai livelli precedenti già nella prima settimana lavorativa.
La ricerca più recente offre però una prospettiva in parte diversa. Una meta-analisi pubblicata nel 2025, basata su 32 studi e 256 misurazioni degli effetti, conclude che le vacanze possono avere un impatto importante sul benessere e che i loro benefici potrebbero durare più a lungo di quanto suggerito dalle ricerche precedenti. Tra gli elementi associati a risultati migliori emergono soprattutto il distacco psicologico dal lavoro e l'attività fisica durante le ferie.
Le vacanze rappresentano quindi un importante momento di recupero. La domanda interessante per le imprese diventa un'altra: quanto riusciamo a preservare quel benessere quando le persone tornano al lavoro?
Il problema potrebbe essere anche il modo in cui si rientra
Immaginiamo due situazioni.
Nel primo caso, il lavoratore torna dalle ferie e trova decine di e-mail da gestire, riunioni programmate fin dalle prime ore, scadenze ravvicinate e attività accumulate durante la sua assenza.
Nel secondo caso, il rientro prevede qualche giorno per riallinearsi sulle priorità, recuperare le informazioni essenziali e riprendere gradualmente il normale carico di lavoro.
Le ferie sono state le stesse. L’esperienza del rientro è completamente diversa.
Un'ulteriore ricerca pubblicata su Work & Stress, condotta attraverso oltre 2.000 rilevazioni su 145 lavoratori, ha osservato proprio il rapporto tra ferie, recupero e ritorno alla quotidianità. Tra i risultati emerge che iniziare nuovamente a lavorare con un livello inferiore di attività rimaste incompiute può contribuire a rallentare la perdita dei benefici ottenuti durante la vacanza.
Anche le indicazioni rivolte alle singole persone suggeriscono una ripresa graduale: organizzare gli impegni secondo le priorità, evitare quando possibile un passaggio troppo brusco tra vacanza e lavoro e mantenere alcune delle buone abitudini sviluppate durante le ferie.
Su alcuni di questi aspetti, però, l'organizzazione aziendale può fare la propria parte.
Dal post-vacation blues alla “S” di ESG
Il tema diventa particolarmente interessante se osservato attraverso la dimensione Social dei criteri ESG.
Quando si parla di sostenibilità sociale in azienda, l'attenzione si concentra spesso su salute e sicurezza, parità di genere, inclusione, formazione, welfare e tutela dei diritti dei lavoratori.
Il benessere organizzativo attraversa però molti aspetti della quotidianità: carichi di lavoro, autonomia, flessibilità, qualità delle relazioni, possibilità di recupero, conciliazione tra vita privata e professionale.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle proprie linee guida sulla salute mentale sul lavoro, dedica specifiche raccomandazioni agli interventi organizzativi rivolti alla gestione dei rischi psicosociali e prende in considerazione aspetti come la progettazione del lavoro, la partecipazione dei lavoratori e le forme di flessibilità organizzativa.
Da questa prospettiva, anche il rientro dalle ferie può diventare un piccolo banco di prova della cultura aziendale.
Cosa può fare concretamente un'azienda?
Rendere più sostenibile il rientro non significa necessariamente introdurre nuovi benefit o programmi complessi di welfare.
Molto può dipendere dall'organizzazione.
Evitare, quando possibile, di concentrare riunioni e scadenze importanti nelle primissime giornate può lasciare alle persone il tempo necessario per riallinearsi. Una gestione chiara delle priorità aiuta a distinguere ciò che richiede attenzione immediata da ciò che può attendere. Anche una corretta organizzazione delle sostituzioni durante le ferie può evitare che ogni assenza si trasformi automaticamente in un accumulo di attività da recuperare al ritorno.
Flessibilità oraria e smart working, quando compatibili con l'attività aziendale, possono inoltre facilitare il passaggio dai ritmi delle ferie alla quotidianità, soprattutto per chi deve ricominciare contemporaneamente a gestire spostamenti, famiglia e altri impegni personali.
Sono interventi apparentemente piccoli, ma raccontano un modo preciso di considerare il lavoro: il recupero delle persone non termina necessariamente nel momento in cui finiscono le ferie.
Una domanda che va oltre le vacanze
Il post-vacation blues è generalmente una condizione transitoria e, nella maggior parte dei casi, il disagio tende progressivamente a ridursi con il ritorno alla routine.
Può però offrire alle aziende uno spunto di riflessione più ampio.
Se il benessere conquistato durante le ferie scompare immediatamente appena si riapre il computer, forse vale la pena osservare cosa succede dall'altra parte dello schermo.
Quali carichi di lavoro attendono le persone? Quanto spazio esiste per organizzare le priorità? Quanto sono realmente rispettati i tempi di riposo? Quale equilibrio viene costruito tra esigenze aziendali e vita personale?
Sono domande che non riguardano soltanto la settimana successiva alle vacanze. Riguardano la qualità del lavoro durante tutto l'anno.
Conclusioni
La sostenibilità sociale prende forma anche attraverso scelte organizzative quotidiane, spesso molto più semplici di quanto si immagini.
Un rientro graduale, una migliore distribuzione dei carichi, una maggiore attenzione ai tempi di recupero e una cultura aziendale capace di riconoscere le esigenze delle persone possono contribuire a costruire ambienti di lavoro più sostenibili.
Le ferie servono a recuperare energie. Una buona organizzazione del lavoro dovrebbe contribuire a non esaurirle nuovamente in pochi giorni.
Fonti principali
- 🌐 Grant, Buchanan & Shockley, “I Need a Vacation: A Meta-Analysis of Vacation and Employee Well-Being”, Journal of Applied Psychology, 2025 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39836131/
- 🌐 de Bloom et al., “Do We Recover from Vacation? Meta-analysis of Vacation Effects on Health and Well-being”, Journal of Occupational Health, 2009 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19096200/
- 🌐 World Health Organization, Guidelines on Mental Health at Work, 2022 – https://www.who.int/publications/i/item/9789240053052
- 🌐 World Health Organization & International Labour Organization, Mental Health at Work: Policy Brief, 2022 – https://www.who.int/publications/i/item/9789240057944

